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Archivio per la categoria ‘Argomenti vari’

… Muoia Sansone con tutti i Filistei …

19 Aprile 2005 6 commenti


E’ solo uno dei titoli di oggi delle mille agenzie che mi passano sotto gli occhi. I miei amici oggi sono andati in ufficio armati di valigette e scatoloni a svuotare i loro cassetti e sgombrare le loro scrivanie mentre San Pio Tutto ancora sorride con quella faccia di cazzo.
Il presidente del coniglio lo dovevano chiamare, perchè di consiliare le sue scelte non hanno nulla. E così spacca la coalizione, non ascolta nemmeno Letta che per una volta gli aveva dato un consiglio decente.
Ed anche il documento di An, letto pochi minuti fa da Gianfranco Fini, parla di dimissioni.
Il neo ministro degli esteri ringrazia i ministri, i viceministri e i sottosegretari di An, per aver rassegnato nelle sue mani le dimissioni dai loro incarichi dandogli mandato, se sarà necessario, di farle ratificare dalla direzione nazionale, convocata per domani, alla fine dell’intervento di Berlusconi al Senato.
E così aspettiamo un pò tutti sulle spine, per cercare di capire quanto il pirlone voglia tirare la corda.
Mi chiedo da povera profana se il Premier si sia accorto che ogni attrito politico nella CdL è stato causato dalla Lega, se quel gran pirlone rifatto si sia accorto che da Firenze in giù una coalizione con la Lega non è proprio il massimo per mantenere una maggioranza ormai inesistente…
E mi chiedo ancora… sarà stato il trapianto?
Saranno i capelli in simil-pelo a intasargli le vie celebrali o era già così? Forse mi sono già risposta da sola…
Lo scopriremo solo vivendo…

… Un personaggio in cerca d’autore …

1 Aprile 2005 12 commenti


Ognuno ha il suo segreto. Dopo oltre un anno di blog credevo di averne incontrati molti. Di averne svelati e visti svelare abbastanza. Di averne la nausea in realtà.
Cosa c’è dietro un nick? Dietro il personaggio col quale il blogger sceglie di rappresentare se stesso? Dietro la maschera che nasconde la sua vera identità?
A volte lo scorgi dalle sue parole. A volte dal suo stesso stile ti accorgi di conoscerlo e di sapere chi è. A volte scopri che i personaggi sono piu’ di uno. Che c’è piu’ di un blog ricollegabile a figure diverse della stessa persona. E rimani colpito. Colpito del fatto che non sei solo tu ad avere mille personalità diverse. Che non basta un solo muro per scrivere quello che sei. Che c’è bisogno d’altro per esprimere le nostre innumerevoli sfaccettature. Che alla fine pesa anche il fatto di essere un personaggio riconoscibile.
Quando ti presenti e la gente sa già chi sei. Conosce già molti dei tuoi pensieri e dei tuoi punti di vista. Cosa resta da dire?
Forse allora si cerca un nuovo anonimato.
Si abbandonano glitter e luci del palcoscenico e si incarna un nuovo personaggio. Una caramella, una Bridget, un’Olivia, un qualsiasi personaggio in cerca d’autore, solo per riavere la tua privacy. Solo per spegnere le luci e nasconderti un attimo dietro il sipario. Solo per respirare nella calca e ricominciare un percorso di prime pagine, nuovi contatti, nuove occasioni e un minor numero di occhi puntati contro.
Solo per essere sicura che il commento anonimo di turno non è contro la tua persona, ma contro il nuovo personaggio. Puro e illibato rispetto al passato.
Dev’essere bello. Farsi una doccia e lavar via ricordi, errori del passato, persone che non avremmo mai voluto conoscere. Sarebbe bello poterlo fare sia nei blog che nella vita. Ma chi ha la coda di paglia ti trova sempre. E resta sempre lì guardingo ad osservare la tua vita. Perchè evidentemente la sua non lo soddisfa abbastanza e sente il bisogno di tener d’occhio te.
Dev’essere anche triste. Perchè c’è molta malinconia in qualcuno che ti legge ma non ha il coraggio di lasciarti un commento per dire sono passato, ti leggo, ogni giorno apro questa finestra e guardo in casa tua, nella tua quotidianità, come uno qualsiasi che passa da qui. Ma non lo fa forse perchè pensa di non aver nulla da aggiungere. Niente di intelligente almeno.
Per fortuna io qualcosa da aggiungere la trovo sempre…
Buona continuazione.

… L’ultimo Post …

17 Marzo 2005 10 commenti


Forse ho la crisi del bloggers. Dopo tanto parlare di blogosfera et similia, e tanto vomitarsi addosso tanti bla bla bla oggi pensavo tra me e me: e se non scrivessi più?
Se lasciassi morire questo blog come il precedente. Se magari domani mi svegliassi e decidessi di non scrivere più nulla. Se scegliessi di trincerarmi dietro un mutismo virtuale… cosa cambierebbe?
Cosa cambierebbe in me? Ci sarebbe un effetto sul mio umore? Questa valvolina di sfogo dei miei pensieri confusi e di quelli lucidi è diventata così importante da non poterne fare a meno?
Forse si.
Forse no.
Forse anzichè passare i minutini di pausa in ufficio a leggere tra i blog, mi attaccherei al telefono a chiamare gli amici come di solito faccio la sera quando torno a casa.
Forse con l’arrivo delle belle giornate non ne sentirei tanto la mancanza.
Ma se mi prendesse di nuovo quella smaniosa voglia di scrivere e creare, di sporcare un foglio bianco… cosa farei? Scriverei un diario di carta?
Decisamente preferisco questo, anche se la mia privacy viene messa a rischio. Sono la Bridget Jones della new generation quella che anzichè scrivere il suo diario si spalma sul letto col pc sulle gambe e comincia a raccontare… in briciole di bit.
A raccontare di se.
A raccontare di quello che osserva, di quello che vede e di quello che vorrebbe vedere.
A raccontare il suo punto di vista.
A raccontare la sua utopia del mondo.
A raccontare di essersi stancata anche di essere Bridget Jones.
Scrivere è il miglior modo che conosco per fermare i miei pensieri, per mettere ordine nel mio caos mentale.
Se non scrivessi più cosa sarei? Sempre me stessa ma… la soddisfazione di sapere che un pensiero che era solo nella mia testa è arrivato a qualcun altro non sarebbe più possibile.
Non so se scriverò ancora.
Mi trovo di nuovo davanti alla scelta di un anno fa.
Chiudere il sipario.
Lasciare le macerie.
Uscire di scena in punta di piedi, col pensiero che forse tornerò.
L’ultima volta sapevo che non sarei tornata indietro.
Non volevo più indossare il vestito che mi rappresentava agli altri, perchè non ero più la stessa persona.
Sono passati anni luce per me.
Sono così diversa da non riuscire a pensare di essere stata io a scrivere quelle cose e a sentirmi così.
Oggi mi ricapita.
E forse non sono più Bridget Jones.
Sono sempre stata brava a rimandare le cose… ci penserò domani… domani è sempre il giorno migliore per prendere una decisione…
Per oggi ho scritto questo…
Senza alcun talento e nessun filo logico…
Ho scritto che non voglio più scrivere…
E come al solito resto un paradosso…

… L’opinione…

12 Marzo 2005 12 commenti


Viviamo nell’era dell’opinione. Tutti hanno un opinione su tutto. Questo anche grazie, e a causa, della quantità di informazioni che ci colpiscono ogni giorno. I primi teorici della comunicazione avevano identificato nell’Opinion Leader la figura di un soggetto particolarmente esperto in un determinato settore la cui opinione influenzava quella di altri soggetti che ne riconoscevano l’autorità in quell’ambito.
Oggi invece assistiamo al fiorire di numerosi “Tuttologi” (o tuttologhi… dubbio amletico), soprattutto nel panorama televisivo, e al fiorire di opinionisti di ogni genere che sputano sentenze inoppugnabili dall’alto della loro immensa saggezza.
Ho anch’io le mie opinioni e avendo smesso da pochi anni di scrivere sulla carta stampata ho trovato un luogo dove esprimerle liberamente prima nei forum e nelle community e ora sui blog. So che se siete qui a leggermi sapete benissimo cosa sia un blog ma voglio darne una definizione, anche perchè proprio stamattina mi sono imbattuta, nel mio vagare in libreria, in alcuni testi che parlano di blog, come nuovo fenomeno sociale.
Il blog (derivato dalla sintesi di web e log, cioè ‘traccia su rete’) è un programma che consente a chiunque di creare un sito dove pubblicare in totale autonomia qualsiasi testo, diario, storia, intervento, opinione, e ai lettori di interagire.
La maggior parte dei blog è destinata a un uso diaristico ma si stanno diffondendo i blog di informazione giornalistica che hanno prodotto cambiamenti sostanziali e modificato l’ecosistema dei media a partire dai rapporti tra cittadino e informazione.
In seguito alla diffusione dei blog, il ruolo della rete nella storia dei media e del loro rapporto con l’educazione, la politica e l’immaginario è cambiato. Attraverso la sua velocissima infrastruttura di comunicazione sta emergendo un nuovo modello di opinione pubblica, un network attivo che si sostituisce all’audience silenziosa.
Si sono creati mccanismi particolarissimi all’interno di questi nuovi spazi della comunicazione, e già c’è chi cerca di assumerne il controllo.
I portali che ospitano blog gratuiti spesso nella loro home page danno ampio spazio a notizie politiche di parte, a punti di vista condivisi o meno. Non sostengo che questo sia sbagliato, nessuno ti regala niente se non può ottenere qualcosa da te, ma che provochi come in altri settori della comunicazione (tv, radio, giornali) un fenomeno di “agenda setting”.
Nell’oceano di notizie ne vengono selezionate alcune alle quali viene conferito l’onore della home page, facendoli diventare argomenti di discussione. Un pò quello che fanno i giornali, che decidono di occuparsi di questo o quell’evento piuttosto che di altri, manipolando l’agenda degli argomenti del giorno del pubblico lettore.
E’ un fenomeno diffusissimo anche in televisione. Pensate ai titoli dei telegiornali. Vengono selezionate alcune notizie alle quali viene data una maggiore importanza proprio per guidare l’attenzione dello spettatore il quale ignora, a meno che non sia uno spettatore attento e scrupoloso, che quelli non siano i principali avvenimenti della giornata. In realtà sono gli avvenimenti sui quali il network punta per raggiungere una maggiore audience, o peggio, per sostenere un determinato punto di vista politico.
I media creano argomenti sui quali discutere e non bisogna dimenticare che ormai il blog è il medium che sta subendo l’evoluzione più consistente nell’ultimo anno.
La mia modestissima opinione è prendere coscienza di questo e cercare, per quanto possibile, di non farsi manipolare. Cercare sempre le informazioni piu’ oggettive. Leggere sempre piu’ di un quotidiano e guardare sempre piu’ di un telegiornale (non della stessa rete).
Un’altra accortezza, per i fortunati, è tenere d’occhio le agenzie che sono una fonte di informazione certamente indirizzata politicamente ma più pulita (meno sensazionalistica) delle altre.
E non dimenticare mai, nemmeno per un momento, che tutte le opinioni sono discutibili. Anche le nostre. Che un dialogo aperto è socialmente costruttivo perchè ci fa crescere.
E che il cretino è quello che non cambia mai idea…

… La Storia di Cassandra …

2 Marzo 2005 7 commenti


Esiste nel patrimonio del mito greco un personaggio del tutto singolare, Cassandra, profetessa “ispirata”, figlia del re di Troia Priamo. Aveva ricevuto, secondo la leggenda più diffusa , il dono profetico da Apollo che, innamorato di lei, aveva promesso di insegnarle ad indovinare il futuro se solo si fosse concessa. Ma la donna, una volta istruita, si sottrasse al dio, che la punì sputandole in bocca e ritirandole non il dono della profezia bensì quello della persuasione. Cassandra dunque per essersi sottratta al volere divino fu condannata ad essere indovina ispirata ma mai ascoltata. Quando Apollo la possedeva lei emetteva i suoi oracoli in uno stato di delirio, ma i suoi vaticini, pur interessando eventi importanti del ciclo troiano, erano destinati a rimanere ignorati. La figura di questa particolare profetessa non creduta ricorre in molti testi antichi (come nell’Iliade, nell’Odissea, nell’Eneide ed in altre opere) ma è sulla scena che Cassandra risalta e risuona in tutto il suo fascino.
Aveva gridato che il rapimento di Elena avrebbe portato alla disfatta della città di Troia, aveva urlato di non far entrare il cavallo di legno nella città perché pieno di guerrieri armati, ma i troiani non le avevano dato retta. Dopo la disfatta di Troia Eschilo ce la presenta al seguito di Agamennone, il vittorioso re di Argo, che ritorna alla reggia portando con sé Cassandra, sua concubina e suo bottino di guerra.
Si tratta di una figura centrale del panorama mitologico antico… e moderno…
Quella che da molti è conosciuta come la “sindrome di Cassandra” è la condanna a vedere il futuro prima degli altri, racconbtarlo e non essere creduti… un pò quello che spesso colpisce me e la mia paranoica sorella, che c’azzecca sempre, soprattutto quando gli altri non l’ascoltano…
A chi è capitato di non essere ascoltata proprio quando aveva previsto qualcosa che poi si è avverato? Probabilmente a tutti almeno una volta… questo è il motivo per cui trovo questo mito tanto attuale…

Paura..

17 Febbraio 2005 5 commenti


Torno a casa ieri sera… mentre il centro di Roma è blindato… strade chiuse da camionette dei Carabinieri. Poliziotti in assetto da guerra. Poche luci per strada a parte quelle delle macchine. E un innaturale silenzio. Un silenzio angosciante. Ascolto la radio mentre cerco di divincolarmi tra le altre auto… ascolto l’appello di Giuliana Sgrena… la sua disperazione… la sua paura… e diventa la mia.
La paura di una bomba che da un momento all’altro può esplodere per strada. La paura di un attentato nel posto di lavoro. La paura di non tornare viva a casa.
Non l’avevo mai provata. Certo essendo donna ho sempre il timore quando torno a casa tardi di trovare qualcuno sotto al portone, un maniaco, un borseggiatore… ma non avevo mai provato in modo tangibile il timore di un attentato. Potrebbero farlo in questo momento ed io morirei seduta qui, sarei una dei tanti che lavorano in un Palazzo del Potere e muoiono senza nemmeno capire il perchè.
Continuo ad ascoltare l’appello di Giuliana… penso ieri era il tuo onomastico… che pensiero stupido.
E’ disperata. Può essere uccisa da un momento all’altro. Era lì per aiutare un popolo che l’ha ricambiata prendendola in ostaggio. Prendendo in ostaggio la sua forza, il suo coraggio, la sua determinazione. E come tutte le persone forti nel momento del pericolo ha tirato fuori la sua fragilità e ha chiesto aiuto…

“ono in Iraq dalla fine di gennaio, per testimoniare la situazione di questo popolo, che muore ogni giorno, migliaia di persone sono in prigione, bambini, vecchi, le donne sono violentate e la gente muore ovunque, per strada, non ha più niente da mangiare, non ha più elettricità, non ha acqua. Vi prego mettete fine all’occupazione, lo chiedo al governo italiano, lo chiedo al popolo italiano perché faccia pressione sul governo. Pierre aiutami, per piacere, fai vedere le foto dei bambini colpiti dalle cluster bomb, chiedo alla mia famiglia di aiutarmi, chiedo a tutti, a tutti quelli che hanno lottato con me contro la guerra, contro l’occupazione, vi prego, aiutatemi. Questo popolo non deve più soffrire, così, ritiratevi dall’Iraq, nessuno deve più venire in Iraq, perché tutti gli stranieri, tutti gli italiani qui sono considerati nemici, per favore fate qualcosa per me. “Pierre, aiutami tu, sei sempre stato con me in tutte le mie battaglie, ti prego aiutami a chiedere il ritiro delle truppe, fai vedere tutte le foto che ho fatto, questo popolo non vuole occupazione. Aiutami, aiutatemi, la mia vita dipende da voi, fate pressioni sul governo perché ritiri le truppe. Conto su di voi, potete aiutarmi. Bisogna mettere fine all’occupazione, la situazione qui è intollerabile, i bambini muoiono, la gente muore di fame per strada, le donne vengono violentate, bisogna ritirare le truppe. “Pierre aiutami, fai vedere le foto che ho fatto dei bambini colpiti dalle cluster bombs, fai vedere quel che ho fatto per le donne. Nessuno dovrebbe venire in Iraq in questo momento, neanche i giornalisti, nessuno”.

Non ho più parole…
Riferimenti: Giuliana

Quando l’Arena era dei Gladiatori…

14 Febbraio 2005 5 commenti


Il mondo del pallone… questo sconosciuto!
Diciamo che non è sconosciuto il mondo.. quanto piuttosto le regole che lo governano. Dopo lo scandalo delle dichiarazioni rese su Repubblica da Pieroni, ex Presidente dell?Ancona Calcio, che ha avuto ripercussioni addirittura in campo politico, dopo le solite liti e polemiche sull?amato (e a volte odiato) mondo del pallone, poco resta da dire.
La domenica calcistica è una fede per moltissimi, anche se qualche donna se ne lamenta.
Io resto sconvolta soprattutto dalla metamorfosi che i nostri amati fidanzati ? mariti ? fratelli ? padri subiscono nel tempo che precede e segue il calcio d?inizio.
Animali delle caverne, unico optional assente la clava, che viene ottimamente sostituita da eventuali gadget o semplici telefonini. E già perché il nostro caro spettatore sportivo se non può guardare la partita con gli amici deve necessariamente commentarla con loro in diretta telefonica… E vai con l’Eurobelt… le scommesse alla Snai… il Fantacalcio con gli amici… il torneo di Topolino e le partite del Paperopoli… ed è tutto business…
E mentre i gladiatori entrano nell?arena (leggasi i calciatori superpagati entrano in campo) la folla si agita come una volta accadeva nel Colosseo, gli schieramenti si formano e i commenti si sprecano.
Tutti allenatori mancati i cari spettatori, che non avrebbero MAI messo in campo questo o quel giocatore, che non avrebbero MAI fatto quella sostituzione. E mi chiedo: come mai se ne sai tanto più del Mister non ci sei tu seduto li in panchina invece di stare qui a schiumare incazzoso come una tigre del Bangladesh contro l?arbitro di turno?
Eccoli li i nostri spettatori dela domenica anzi, guai a non chiamarli “sportivi” anche se rimangono in panciolle davanti alla TV a guardare dribling, bisogna rispettare una teoria tutta particolare secondo cui vengono definiti “sportivi” tutti quelli che leggono Tuttosport o la Gazzetta dello Sport e per la quale, secondo la stessa proprietà transitiva, io sarei un’economista perchè leggo il Sole 24 Ore… o una modella perchè leggo Vogue… Mistero della Fede… Fede calcistica ovviamente!
Comunque se fosse solo la domenica non mi lamenterei, ma ormai gli eventi calcistici perseguitano noi profani del pallone in tutti i giorni della settimana e se prima il Vademecum della donna di uno “sportivo” aveva come unica regola di lasciargli la domenica libera per andare allo stadio, requisire la sua carta di credito e andare con le amiche all’Impero dello Shopping a fare follie ora non c’è carta di credito che tenga!
Non c’è nemmeno l’alternativa di guardare la Tv perchè tra opinionisti e tuttologhi si continua solo a parlare di calcio, ci fosse almeno la Gialappa’s a farmi fare quattro risate…
Era Goal? Era fuorigioco? Quel cambio andava fatto o è stato un clamoroso errore tattico? Ma chi se ne frega!
Ridatemi il sabato sera senza anticipo, la domenica sera senza posticipo e una vita serena il resto della settimana!
Comunque… in un’ovazione da curva sud e al grido “Cassano va a lavorare” lascio questa arena e torno, prima che gli scienziati lo scambino per una nuova forma di vita vegetale, al mio tifoso preferito… inebetito davanti alla Domenica Sportiva… nell’inutile tentativo di interessarlo a qualcosa di più culturale… ME :)

Uomini e infradito… connubio imperfetto

22 Luglio 2004 Commenti chiusi


Da secoli l’uomo poggia la propria fisicità su un paio di scarpe, che, sandali, zoccoli, scarpine o scarponi che siano rappresentano sempre una protezione per i nostri piedi. Chissà come sarebbe un racconto sulla nostra vita vista attraverso le proprie scarpe. Queste ultime sono sempre con noi, ci accompagnano nei nostri viaggi, nelle nostre attività giornaliere , nello svolgimento delle nostre azioni, buone o cattive che siano. Le scarpe sono viste così come compagne insostituibili e complici dell’essere umano, a volte così lineare, a volte così fuori dalle righe.
” Le scarpe” , trattate bene fin quando sono nuove, messe da parte, una volta consumatesi, destino un pò triste il loro e per molti versi analogo a quello dell’uomo. E ogni anno la moda dice la sua…
Estate 2004… lo slogan è… infradito per tutti i gusti… bianche, nere colorate, giapponesi, orientali, peruviane… per donna uomo e bambino… ma non tutto quello che è disponibile sul mercato in realtà è gradevole alla vista…
Le infradito da uomo sono qualcosa di vomitevole… intendiamoci non tutte… ma alcune si… poi dipende dal piede…
Ragazzi guardiamo in faccia la realtà, non è che tutto quello che la moda definisce Trendy ci rende fighi, a volte contribuisce solo a renderci ridicoli…
Ad esempio… Ieri uscendo dall’ufficio mi è passato accanto un bel ragazzo, alto, muscoloso, vestito in modo abbastanza carino, lo guardo… mi guarda… ci guardiamo… :D … poi il mio sguardo scende e cosa ti vado a focalizzare? Le infradito modello peruviano, quelle di cuoio con solo un laccetto che regge la scarpa lasciando il piede nudo… stavo per mettermi a piangere…
Mi chiedo ma come si fa? Siamo nel centro di Roma mica a Fregene… Ci sono dei modelli di infradito non troppo scoperti che alla fine sono carini e stanno bene, ma altri che non si possono guardare… ci vuole coraggio anche solo a pensare che siano scarpe…
Poi diciamoci la verità, non è che siano proprio virili, mi ricordano un po’ la storiella di Adamo nell’Eden che per non calpestare i ricordini fumanti di qualche animale decise di indossare delle suole fatte di foglie di fico… Bah…
Per non parlare dei calletti e dei pelazzi messi lì in bella mostra… ma fatemi il piacere…
Non lo so… qualche giorno fa leggevo un gossip su Totti che, in un negozio di calzature, ha dichiarato, dopo aver misurato innumerevoli paia di infradito, “io co ste cose non me so vede’ meglio a ciabatta”…
E per una volta la penso proprio come lui…
Finchè le indossa una donna sono anche sexy… anche se bisogna mettersi una mano sulla coscienza e guardare prima lo stato dei piedi…
Se le indossa un uomo… la cosa va attentamente valutata :) ..
Uomini, vi prego, se avete le infradito tornate a mettere le ciabatte…

Una parte di me…

18 Luglio 2004 1 commento


Sono qui…
Per non permettere alla realtà di soffocarmi…
Sono qui…
Per tenere stretti i sogni nascosti in fondo al cuore…
Sono qui…
Per ricordare che ci sono ancora dei frammenti di stelle cadute che brillano e ci fanno sognare…
Sono qui…
Per ricordarmi ogni giorno quanto sono speciale :)
Sono qui…
Per non farmi soffocare dal perbenismo e dall’omologazione…
Sono qui…
Per aprire i pensieri a un mondo piu’ grande di me…
Sono qui…
Per non smettere mai di essere una mente pensante…
Sono qui…
Per custodire pensieri e sensazioni…
Sono qui…
Per scrivere tutto quello che mi passa per la testa…
Sono qui…
Per trovare il cielo dopo averlo perso…
Sono qui…
Per essere viva anche quando vorrei morire…
Sono qui…
Per svelare una parte di me…